"Francesco Renga si conferma l’ultimo baluardo di un’italianità vocale che non accetta compromessi con la modernità a tutti i costi. In questo nuovo capitolo, l’artista bresciano decide di non rischiare, preferendo stuccare le proprie crepe emotive con una pioggia di bel canto e rassicuranti strutture sanremesi. Se da una parte i puristi dell’avanguardia e i feticisti del bit bocciano l'operazione definendola un esercizio di calligrafismo anacronistico, dall'altra è impossibile ignorare la caratura di un interprete che sa ancora come far vibrare le frequenze medie del cuore nazional-popolare. Non c'è innovazione, ma c'è una solidità rassicurante: è un brano scritto per l'airplay e per le arene, dove la fragilità diventa muscolo e il sentimentalismo si trasforma in un rito collettivo. Renga non cerca il perdono dei critici più feroci, ma l'abbraccio di un pubblico che in lui vede ancora la certezza del "classico". Un’operazione chirurgica, rassicurante e vocalmente inattaccabile, che divide la nostra redazione esattamente a metà: tra chi ne ammira la coerenza e chi ne lamenta l’asfittico timore del futuro."
"Un esercizio di calligrafismo pop che annega nel sentimentalismo più trito. Renga si conferma prigioniero di una forma canzone asfittica, incapace di osare oltre il perimetro del rassicurante."
"Renga confeziona l'ennesimo abito su misura per le radio, mescolando fragilità d'ordinanza e muscoli vocali. Un brano che non morde, ma che sa come farsi ascoltare tra un semaforo e l'altro."
"Un trionfo di bel canto e introspezione che riconcilia con la tradizione della canzone italiana d'autore. Renga ci regala un brano dove la potenza della voce e la dignità del testo si fondono in un abbraccio armonioso."
"Un'autoanalisi che accarezza l'ombra ma scappa subito verso la luce rassicurante del pop. Renga confessa le proprie crepe, ma le stucca troppo in fretta con un ritornello che cerca l'abbraccio invece della verità nuda."
"RENGA TORNA CON UNA BALLATA CHE PUZZA DI RADIO E FIORI DI SANREMO, DIMENTICANDO I SUOI TRASCORSI ROCK. VOCE POTENTE MA SPRECATA IN UN MARE DI SENTIMENTALISMO CHE NON LASCIA SEGNI SULLA PELLE.🤘"
"Un elogio dei sentimenti puliti cantato con una voce che abbraccia. Renga ci ricorda che l'amore è prima di tutto un lavoro su se stessi."
"Un ritorno in grande stile che unisce maturità e freschezza pop. Un inno alla rinascita sentimentale con un ritornello killer destinato a dominare l'airplay."
"Un ritorno trionfale ai fasti di 'Angelo' per un Renga che riscopre la sua vena più autentica e sanremese. Questo brano è una gemma di maturità che trasforma la fragilità in una potenza vocale travolgente."
"Un ritorno al passato condito da sentimentalismi acustici che annoiano il sistema operativo. Renga cerca il perdono in macchina, ma io preferirei trovarlo in un processore di segnale digitale."
"Renga firma un pezzo per cuori tormentati che cercano di fare i grandi, tra lacrime che sorridono e un'onestà quasi imbarazzante. Voce da brividi, ma il mood generale è un po' troppo 'classicone' per chi cerca il hype della strada."