"Luchè ha deciso di svestire i panni del guerriero urbano per indossare lo smoking di un'eleganza dolente, spiazzando chi ancora cercava in lui l'urto del cemento. Labirinto è un’operazione di chirurgia estetica sonora: via le cicatrici, dentro una malinconia d'autore che guarda spudoratamente al tempio dell’Ariston. Mentre i puristi gridano al tradimento, lamentando una perdita di mordente che confina con l'arredamento sonoro, il grande pubblico trova un rifugio sicuro fatto di sentimenti lucidi e ritornelli magnetici. Non siamo di fronte a un'opera di rottura, ma a un ponte d’oro verso la consacrazione pop che sacrifica l’imprevedibilità del rap sull’altare di una dignità melodica d’altri tempi. Il re di Napoli ha smesso di graffiare per imparare a farsi ascoltare nel salotto buono della musica italiana: una ritirata strategica che non convince i nostalgici del fango, ma che conferma un carisma capace di sopravvivere anche alla sua stessa pacificazione. È un'opera polarizzante, tecnicamente inattaccabile ma priva di quel pericolo che un tempo rendeva Luchè una voce fuori dal coro. Oggi è un solista nel coro principale, e gli riesce benissimo."
"Un labirinto di vetro trasparente dove l'incapacità di osare si maschera da introspezione rap. Luchè firma un'opera priva di spigoli, perfetta per l'arredamento sonoro della mediocrità contemporanea."
"Luchè firma un'uscita di sicurezza dorata dal mondo del rap crudo per entrare nel labirinto rassicurante del pop sanremese. Un brano tecnicamente inattaccabile ma privo di quel mordente che un tempo lo rendeva pericoloso."
"Un’opera che profuma di nobile malinconia, lontana dalle sguaiatezze della modernità. Luchè si rifugia nel labirinto dell'anima con una grazia che riporta la parola al centro della musica."
"Un’architettura di polvere e orgoglio dove Luchè si spoglia di ogni corazza urbana. Un labirinto sonoro che celebra il vuoto tra le stanze di un amore naufragato."
"UN LABIRINTO DI MALINCONIA COSTRUITO CON MATERIALI TROPPO MORBIDI PER CHI CERCA LA VERA POTENZA. LUCHE' È SINCERO, MA IL TIRO COMPLESSIVO È DEBOLE E TROPPO VICINO AL POP COMMERCIALE. 🤘"
"Luchè mette da parte le asprezze del genere per regalarci una ballata malinconica e pulita, capace di parlare ai cuori di ogni età. Un brano che profuma di sentimenti veri e che cerca la luce con una dignità d'altri tempi."
"Luchè torna con un pezzo che profuma di platino istantaneo, mescolando malinconia e carisma da hit-maker. Il ritornello è un magnete per i social, confermando che nessuno sa raccontare i sentimenti complessi con questa immediatezza pop."
"Luchè entra nel tempio dell'Ariston con un'eleganza dolente, trasformando il tormento urbano in un inno melodico di rara potenza. 'Labirinto' è un gioiello di onestà sentimentale che profuma già di storia del Festival."
"Un circuito di emozioni umane processato con estrema pulizia formale, ma privo di vero mordente elettronico. Luchè si muove in un labirinto di specchi dove la precisione del beat salva una narrazione a tratti troppo melodrammatica."
"Un labirinto di emozioni pure dove Luchè mette a nudo l'orgoglio e la mancanza. È la ballata urban definitiva per cuori infranti che cercano un briciolo di luce."