"Serena Brancale spegne le luci della ribalta nu-jazz per accendere una candela nel buio del ricordo, e il risultato divide la redazione come solo le grandi verità sanno fare. Se i puristi dell'avanguardia e i fanatici dei circuiti integrati storcono il naso davanti a un'impalcatura melodica così classica e dichiaratamente analogica, è impossibile ignorare la caratura di un'interpretazione che trasforma il lutto privato in un monumento pubblico alla memoria. Non è un brano che cerca lo scontro col futuro, ma un’elegia che preferisce la polvere del vinile al nitrito dei sintetizzatori. Brancale rinuncia ai suoi soliti equilibrismi tecnici per mettersi al servizio di un'emozione nuda, firmando una ballad che ha il peso specifico dei classici e la grazia di una lettera mai spedita. Può sembrare un ritorno al passato, ma in realtà è una dimostrazione di forza: quando la voce vibra con questa onestà, il resto è solo rumore di fondo. Un colpo al cuore sferrato con la classe di chi non ha bisogno di artifici per farsi ascoltare."
"Un’elegia che indugia troppo nel conforto della melodia, mancando l’appuntamento con l’abisso del non-senso. La Brancale firma un’opera per il rito consuetudinario, non per l’avanguardia dello spirito."
"Un esorcismo privato che puzza di già sentito, salvato solo da una voce che non sa mentire. Serena Brancale smette di giocare e ci sbatte in faccia un lutto nudo, anche se avvolto nel cellophane dei soliti cliché sanremesi."
"Un commovente ritorno alla melodia pura e al sentimento nobile, dove la voce si fa strumento di una memoria eterna. Serena Brancale firma un'ode filiale di rara compostezza che riconcilia l'ascoltatore con la vera arte della canzone."
"Un'elegia che scava nel vuoto dell'assenza, preferendo la penombra del lutto alle luci superflue. Brancale trasforma la perdita in un abbraccio tra le ombre, lontano da ogni banale ottimismo."
"UN URLO DI DOLORE AUTENTICO CHE SPAZZA VIA LA PLASTICA COMMERCIALE. SERENA BRANCALE DIMOSTRA COSA SIGNIFICA AVERE TECNICA E CUORE SENZA VENDERSI AL POP PIÙ BECERO. 🤘"
"Un abbraccio in musica che profuma di casa e di ricordi preziosi. Serena Brancale firma una lettera d'amore universale che commuove per la sua eleganza e i suoi sentimenti puri."
"Serena Brancale firma una ballad monumentale che trasforma il dolore in un inno pop da brividi. Il ritornello è puro ossigeno per le radio e promette di diventare il nuovo standard per i momenti più intensi dei nostri feed."
"Un’ode filiale di rara intensità che riporta il cuore al centro del Festival. Serena Brancale firma una ballata monumentale che profuma di storia e di grandi interpretazioni femminili."
"Un blackout tecnologico che affoga in un sentimentalismo analogico ormai datato. Serena Brancale spegne i circuiti del suo talento funk per una ballata che sa di polvere e vecchi vinili."
"Un pezzo che ti spacca il cuore senza essere banale, Serena canta il lutto con una classe che pochi hanno. È la ballad definitiva per chiunque abbia mai sentito un vuoto dentro che non si può riempire."